Lo Spaesamento

Grazie anche alla diffusione delle ricerche psicoanalitiche di Freud il sogno e l'onirico entrano nell'universo costitutivo dell'arte non come fantasie allegoriche o stravaganti come nel passato, ma come diretta espressione dell'inconscio portato così alla luce dalla profondità dell'io. In questo atteggiamento programmatico si riconosce il tentativo di saldare la realtà storica con quella onirica, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana. 

Rappresentanti surrealisti che espongono la tecnica dello spaesamento sono: Ernst e MagritteLa poetica surrealista si rivolge all'inconscio, ma ha come obiettivo ultimo un cambiamento della coscienza e della società.

La poetica surrealista si avvale della tecnica dello "spaesamento", dell'accostamento cioè nell'immagine di elementi estranei fra loro, di natura assolutamente diversa con esiti di sorpresa e, perciò,  surreali. Lo "straniamento" di Ernst, inizia la realizzazione di opere che racchiudono al loro interno le immagini più familiari, accostate però imprevedibilmente e trasformate in modo da stravolgere l'idea che si ha di esse e delle relazioni che normalmente suggeriscono, facendo così cadere ogni barriera e ogni rapporto negli usuali schemi mentali che classificano interno ed esterno, contenitore e contenuto, oggetto e nome che lo designa; mentre spazialmente vengono alterati i rapporti prospettici e di scala.

Un'opera come "Questa non è una pipa" del 1929 è significativa dell'intento di Magritte di scardinare per ridefinire le usuali corrispondenze tra l'oggetto, la sua immagine e la sua definizione verbale, ponendo le basi per quell'arte definita negli anni Settanta "concettuale" che partirà proprio da quei meccanismi e associazioni mentali da lui visualizzati, confermando come il suo surrealismo non sia fantasmatico e visionario, ma proceda da una attenta analisi degli elementi rappresentativi e significativi dell'immagine dipinta.

La grandezza e la novità di Magritte risiedono proprio nell'esplicitare visivamente il meccanismo concettuale attraverso una figurazione che non concede nulla di più nell'esecuzione a ciò che è strettamente necessario per esprimere l'idea. Proprio questo tipo di figurazione, realizzata con la semplicità didattica dei libri d'infanzia e probabilmente derivata dalla grafica pubblicitaria e dall'illustrazione popolare del primo '900, esercita a partire dagli anni '60 la propria influenza sia sulla cultura propriamente artistica, soprattutto pop art e come già detto arte concettuale, sia sulle immagini dei mezzi di comunicazione di massa.

E' a partire da Magritte che l'arte inizia a coincidere con il processo riflessivo su se stessa, che troverà altre soluzioni in anni a venire: l'artista non solo continuerà a interrogarsi sui fondamentali quesiti dell'essere, ma anche sul senso stesso delle sue interrogazioni.

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