La Trahison des images

Il tradimento delle immagini

Tipologia
Opera d'arte
Autore
René Magritte
Anno
1926-1966
Tecnica
Olio su tela
Misure
60×80 cm
Luogo
Los Angeles County Museum of Art (LACMA)
sito web
http://www.lacma.org/magritte-index
René Magritte Trahison des mages
René Magritte Trahison des mages

«"Il tradimento delle immagini" è un dipinto del pittore surrealista belga René Magritte e rappresenta una delle numerose variazioni sul tema della pipa realizzate dall'artista tra il 1926 e il 1966. 

Questo quadro rappresenta l'immagine tanto realistica quanto decostituzionalizzata di una pipa dipinta su fondo uniforme, accompagnata da una scritta in un corsivo regolare e diligente che afferma: "Ceci n'est pas une pipe". Infatti dice Magritte:"Chi oserebbe pretendere che l'immagine di una pipa è una pipa? Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno. Quindi, non è una pipa". La riflessione sembra semplice, in quanto è la negazione di qualcosa che si nega da solo: l'immagine della pipa, infatti, non è la pipa reale. E' chiaro che la pipa del quadro non può essere fumata e quindi non può esserci identità tra l'immagine dell'oggetto e l'oggetto reale, come non c'è identità tra definizione verbale (la scritta) e definizione visiva (l'immagine). La scritta, tuttavia, coglie noi ossevatori di sorpresa perchè opera uno scollamento fra la cosa reale e l'immagine e fra l'immagine e la parola. Magritte mette così in discussione l'illusionismo pittorico, l'identificazione tra immagine e realtà attraverso la rappresentazione; in definitiva mette in questione le possibilità rappresentative dell'immagine, dipingendo appunto una pipa e affermando che non si tratta di una pipa. E' un paradosso logico-linguistico che sconvolge le nostre tranquille aspettative teoriche e visive. Se il principio cardine della pittura classica stabiliva un legame indissolubile tra verosimiglianza e rappresentazione, tra segno e cosa, secondo il dogma assoluto che "dipingere è affermare", Magritte con la sua opera costituisce un ribaltamento di quel principio. Per Magritte, dipingere non è affermare.» (vai all'articolo completo).

Nel 1929 Magritte pubblica Le parole e le immagini dove afferma: «Un oggetto non possiede il suo nome al punto che non si possa trovargliene un altro che gli si adatti meglio». Vengono messi in discussione le relazioni tra:

  • oggetto reale e rappresentato
  • linguaggio iconico e verbale
  • realtà e linguaggio

Grazie alla ricerca di Magritte l'interesse nei confronti del conflitto tra parola e immagine ritorna anche nell'arte concettuale e nella poesia visiva degli anni sessanta, ad esempio Joseph Kosuth, con Una e tre sedie (1965). 

Relazioni