Bach, i differenti volti dell'eterno ascendente

Autore
Susanna Galfrè, Luca Meneguzzo
Istituto di appartenenza
Liceo Artistico “Felice Casorati”, Novara
Anno di realizzazione
2015
Tecnica
China e matita su carta
Dimensioni
35x50 cm
Bach, i differenti volti dell'eterno ascendente zoom
Bach, i differenti volti dell'eterno ascendente
«Nel 1747 Joan Sebastian Bach diede vita a una delle sue opere più affascinanti ed incantevoli, scrivendo numerosi composizioni su un singolo tema musicale, il Tema Regio, offertogli come sfida da parte del re Federico II di Prussia. L'eccelsa produzione che ne scaturì sosta sotto il nome di Musicalishes Opfer (Offerta Musicale in lingua nostrana). Il paradosso qui esposto riproduce la personale interpretazione di uno dei brani presentati sul tema regale, il Canone Eternamente Ascendente. In tale Canone due voci salgono di tonalità (un'ottava) per sei volte, portando l'orecchio a cedere nella convinzione che si stiano raggiungendo tonalità sempre più elevate. Il paradosso musicale avviene quando l'ascoltatore, al termine della sesta modulazione, si ritrova esattamente alla tonalità di partenza senza accorgersene, come se non si fosse mai partiti. Una sorta di scala dunque, dove per quanti gradini si possano salire, si ritornerà ogni volta al suo principio, senza però mai scendere. Giunge palese che questo paradosso non riguarda solo l'ambito musicale: esso è prima di tutto una contraddizione matematica, contraddizione che viene a sua volta usata in veste grafica dalla celeberrima opera di Maurits Cornelis Escher Salita e Discesa 1960. La contiguità fra il paradosso musicale, matematico e grafico è tale da rendere ovvia la loro analogia: essi sono differenti interpretazioni di un medesimo paradosso, che probabilmente trova i suoi archetipi nella matematica, come lo stesso Godel verificherà. Questo pare ovvio a priori a chiunque abbia un minimo di conoscenza musicale, siccome la musica non può essere descritta dalla matematica essendo essa stessa matematica e che dunque un paradosso di natura musicale non possa che essere pure matematico. Fu dunque Bach il primo matematico a teorizzare il paradosso del Canone Eternamente Ascendente e da ciò la scelta di rappresentarla fisicamente nell'opera. E ora la spiegazione del paradosso matematico (ma pure grafico e musicale). La “risoluzione” viene resa pubblica o quanto meno teorizzata dallo psicologo e scienziato cognitivo Roger Shepard, tramite la postulazione della Scala Shepard. Tale scala è un esempio di canone eternamente ascendente, ed è suonata contemporaneamente su più ottave differenti. Inoltre viene variata pure l'intensità di una delle due voci che segue una scala diversa, in modo che mentre una diminuisce di intensità l'altra aumenta. L'effetto finale è quello di una scala in una continua indefinita salita, eternamente ascendente. Lo stesso avviene nel Canone di tonalità da cui si era partita, senza che l'ascoltatore se ne accorga. Palese è il collegamento con Escher di cui la spiegazione al paradosso grafico è pressoché uguale, solo che in linguaggio differente (ma metaforicamente identico). Il disegno ricrea in veste grafica il paradosso, giocando su dei “piccoli Bach” e sugli spartiti (che riportano la vera sequenza del canone di Bach), facendo percorrere l'eterna scala ascendente al suo compositore. Interessante vedere come l'omonimia fra la scala musicale e la scala fisica in questo caso si sposi perfettamente pure nel significato e nell'azione, ove la salita su questa scala non viene intesa solo come azione fisica, ma pure come esecuzione del pezzo. Il disegno dunque può essere letto sotto differenti chiavi, ma principalmente è la rappresentazione dell'eterna ascesa del canone in una perpetua salita fatta dagli spartiti che formano la composizione su cui l'artista percorrerà la sua eterna fama nel tempo, nella musica, matematica e spazio.»

Susanna Galfrè, Luca Meneguzzo

ALLESTIMENTO

Gruppo Va.Pro.BAC
Allestimento Eleatica 2015

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