Non si può leggere due volte lo stesso libro

Autore
Eleonora Bonucci, Khadija Bourazza, Laura Calderini, Erika Cesarini, Yassin El Anba, Luca Grilli, Isabella Parrini, Lorenza Pascucci, Anastasia Ricci, Valentina Vignali, Elena Vignaroli
Istituto di appartenenza
Liceo Artistico “Bernardino di Betto”, Perugia
Anno di realizzazione
2015
Tecnica
Tecnica della legatoria artistica
Dimensioni
14,8x21 cm
Giudizio
PRIMO PREMIO
Non si può leggere due volte lo stesso librozoom
Non si può leggere due volte lo stesso libro
«Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va»
Eraclito, aforisma-frammento n°9

«Partendo dalla prima parte di questo aforisma, è scaturita in noi l'idea che anche un libro, una poesia, uno scritto in genere, non si possono leggere “due volte allo stesso modo”. Infatti, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, ogni attimo della nostra vita che passano sono diversi e diverso è anche lo stato d'animo con cui noi leggiamo tali scritti. E, pertanto, lo stesso mare, alcune volte, potrà apparirci calmo e blu e altre volte, invece, potrà apparirci impetuoso e nero. Sulla base di questi concetti filosofici abbiamo elaborato il nostro progetto. Si tratta di un libro-contenitore le cui pagine non si possono scorrere perché sono state incollate. Il testo riportato per intero all'inizio del libro è stato poi scomposto, parola per parola, e inserito nel contenitore. Il lettore è invitato, con un solo tentativo per volta, a ricomporre il testo unendo le parole così come vengono estratte. Le possibilità che lo scritto possa essere ricomposto al primo tentativo sono quasi nulla...questo dimostra, appunto che “...non si può discendere due volte nel medesimo fiume...” e, aggiungiamo noi, “NON SI PUO' LEGGERE DUE VOLTE LO STESSO LIBRO...” Il testo scelto è stato tratto da una poesia, scritta nel 2000, da Marta Medeiros da titolo “A Morte Devagar” (letteralmente: “una morte lenta”, tradotta in italiano col titolo “Lentamente muore”). Nella scomposizione del testo è stata applicata un'eccezione alla regola e, pertanto, solo la parola “morte” non compare mai da sola ma è sempre accompagnata ad altre parole che la precedono o che la seguono. Particolare, questo, che è stato suggerito da Laura, volendo evidenziare l'attaccamento alla vita da parte di tutti gli esseri umani... Questo particolare ha trovato l'accordo di tutti gli altri alunni partecipanti.»

Eleonora, Khadija, Laura, Erika, Yassin, Luca, Isabella, Lorenza, Anastasia,Valentina, Elena



GIUDIZIO DI MERITO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE

L’opera “Non si può leggere due volte lo stesso libro…” si ispira a un celebre frammento di Eraclito, riletto in chiave innovativa e decisamente ben congegnata. L’apparenza esteriore del libro è smentita dal suo contenuto reale: esso, in realtà, è una scatola che contiene al suo interno un testo poetico ridotto in frammenti. Le sue pagine non si possono aprire e il lettore è invitato a ricomporre tali frammenti in modi sempre diversi, al punto che le possibilità di risalire al testo originale al primo tentativo sono praticamente nulle. Con ciò l’opera coglie, al di là del pur apprezzabile gioco intellettuale, la verità esistenziale per cui i libri ci parlano anche a seconda di come e quando li leggiamo e nutrono la nostra formazione in modo non prevedibile né scontato. La nota di commento spiega che tutte le parole del testo poetico sono scomposte singolarmente, tranne la parola “morte”, che è sempre accompagnata da un’altra parola che la segue o la precede. Ciò evidenzia l’attaccamento alla vita degli esseri umani nel continuo fluire dell’esistenza che “lentamente muore”.

ALLESTIMENTO

Gruppo Va.Pro.BAC
Allestimento Eleatica 2015

Relazioni