La libertà

Autore
Erika Vania
Istituto di appartenenza
Istituto d'Istruzione Superiore "Antonio Zanelli", Reggio Emilia
Anno di realizzazione
2014
Tecnica
Mista su carta
Dimensioni
35x50 cm
Giudizio
Secondo premio (ex-aequo)
La libertàzoom
La libertà
«Un paradosso etico politico: che cos'è la Libertà?
Viviamo per la Libertà, la Libertà è la nostra vita...ma la Libertà, libera per definizione, non potrà mai essere posseduta...da nessuno.
Intrappolato in una valle senza nome e senza tempo, io, albero, guardavo impotente il susseguirsi degli eventi che mi circondavano: vidi l'amore, l'odio, la pace e la guerra, e ancora la morte e la vita.
Tutto girava intorno a me. Io ero inerme, intrappolato dalle mie stesse radici in quel suolo così fertile ma così duro. Io, impotente, per la mi stessa volontà di essere.
Mi inchinavo al passaggio degli elementi, e con essi, alla mia voglia di libertà, di fare parte di quel mondo conosciuto ma allo stesso tempo a me ignaro. Mentre la bruma avanzava, uno squarcio dal cielo mi colpì, e vidi colei che dà la vita; il suo bacio si posò su di me, e io rinacqui uomo.
Così vagai per quel mondo da me tanto bramato, mi dissetai dell'acqua della sapienza, sbocciai dalle mani di colei che amavo, caddi nella mia stessa  mente, e da essa plasmai la mia forza.
Conobbi cento, mille mani, che invano cercavano di appropriarsi di ciò che chiamavano libertà, ma tutte loro riuscivano solo a sfiorarla, come piccole ali di farfalla...dai loro pugni non usciva nient'altro che nebbia.
Mentre sono di nuovo imprigionato, ma ora nelle mie stanche ossa, i corvi volteggiano sopra la mia anima stanca e capisco cosa vogliono gli umani che ho conosciuto.
Finalmente la vedo e con l'ultimo mi alito di vita sfioro colei che ho tanto agognato, senza mai saperlo.
Lei mi guarda e mi sussurra: “Io sono la Libertà, colei che vive e non vive, molteplice e unica, sfiorata ma mai toccata, ma ora sia che nessun uomo potrà mai essere libero, perché se mi possedesse, io non sarei più la Libertà”.
Nella mia realtà ambigua, compresi finalmente il significato delle sue parole, all'inizio così criptiche e enigmatiche: nessuno può accedere alla Libertà assoluta perché i confini la disegnano sul corpo e sulle azioni e sul corpo e sulle azioni dell'altro essa finisce e muore. Nemmeno se io fossi l'unico uomo sarei libero: non avrei la possibilità di comunicare con altri, essendo unico ed unico albero tornerai ad essere.
Con l'ultimo barlume di vita, affermai ciò che mi era già stato detto dall'Idea stessa di Libertà: se la libertà è libera per definizione, allora non può essere posseduta, per sua stessa volontà di essere libera. E con questo pensiero nella mente, fugato ormai ogni dubbio, partii verso una nuova vecchia meta, una valle senza nome e senza tempo, unicamente mia.
La donna rappresenta l'idea di libertà assoluta, e la sua mano e il suo braccio sinistri mostrano il suo scheletro, che è identificato con la morte; difatti essa è viva e non viva allo stesso tempo.
Le mani che cercano di afferrarla rappresentano tutti gli uomini che agognano alla libertà.
La nebbia che esce dal corpo della donna è il fumo che esce dai pugni delle mani nel tentativo di toccarla, ma riescono solo a sfiorarla=imprendibile come il fumo.
La sua capigliatura è costituita da molteplici uccelli, perché la figura dell'uccello ci rimanda all'idea di libertà (=essere liberi come gli uccelli) e inoltre mostra la molteplicità della libertà nei numerosi uccelli, e la sua unicità è data dal fatto che la donna è una (=libertà), molteplice (=uccelli) e unica (=donna).
Le mani lottano fra di loro, senza mostrare pietà vicendevole pur di raggiungere la libertà=mani insanguinate.
Ci sono 3 mani particolari, una che è intrappolata dalle catene (=schiavitù, contrario di libertà), una che regge il cranio di uno scheletro il quale indossa un elmetto da guerra (=guerra), e un'altra che regge una bandiera con la parola “Libertà” scritta in molte lingue (=la libertà è di TUTTI, non può essere posseduta da uno soltanto e privata ad altri, perché allora non è più libertà; TUTTI cercano la libertà).
Le mani sono di colori diversi (per il concetto espresso prima).
Alcune di loro hanno i palmi colorati di blu, e rappresentano quei pochi che sono riusciti a sfiorarla (=la donna ha delle tracce blu sparse su tutto il corpo).
Tutte le mani sono collegate fra loro da molteplici stoffe (=tutti i motivi perché le mani non possono raggiungere la libertà) che cercano di impedire loro di sfiorarla.
La Libertà è immersa nella natura (le piante la circondano), l'unica ad essere libera, come mostra il racconto dell'albero, che diviene uomo ma che per essere davvero libero torna a rinascere albero.»

Erika Vania

ALLESTIMENTO

Gruppo Va.Pro.BAC
Allestimento Eleatica 2015

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